MILANO (MF-NW)--"L’attacco a Binance del 29 ottobre, con un impatto stimato intorno ai 6,3 miliardi di dollari, rappresenta per dimensioni un evento senza precedenti nel settore delle criptovalute: circa quattro volte e mezzo il precedente record registrato con Bybit nel 2025".
Lo afferma in un commento Federico Pavan, Head of Business Development di Banor Labs, indicando che "è importante distinguere con precisione la natura del rischio emerso. Non è stata violata la blockchain: i protocolli di Bitcoin, Ethereum e delle altre reti coinvolte hanno continuato a funzionare correttamente, registrando in modo pubblico e tracciabile le transazioni. Il problema ha riguardato invece l’infrastruttura centralizzata di Binance e, in particolare, i sistemi operativi, i processi di autorizzazione e il fattore umano. È una distinzione fondamentale, perché mette in evidenza come oggi una parte rilevante del rischio nel mondo degli asset digitali non risieda necessariamente nella tecnologia sottostante, ma nei punti di contatto tra tecnologia, persone e sistemi centralizzati".
"Anche la reazione del mercato - prosegue Pavan - offre indicazioni interessanti. Nelle ore successive all’attacco Bitcoin ha perso circa il 5,1%, Ethereum il 6,1% e BNB il 6,6% ai minimi, mentre le liquidazioni di posizioni a leva hanno raggiunto circa 1,5 miliardi di dollari in 24 ore. Il mercato ha però successivamente mostrato una capacità di assorbimento relativamente rapida dello shock. È un comportamento coerente con quanto osservato storicamente: gli attacchi informatici tendono a produrre effetti più circoscritti e temporanei sui prezzi, mentre eventi di insolvenza o collasso di piattaforme, come FTX, Celsius, Three Arrows o Terra, hanno avuto conseguenze molto più profonde e prolungate".
"Nel caso Binance, almeno finora, gli investitori sembrano quindi aver classificato l’episodio come uno shock operativo e di cybersecurity, e non come un problema di solvibilità. La risposta dell’exchange è stata infatti immediata: Binance si è impegnata a coprire integralmente le perdite attraverso risorse proprie e il fondo SAFU, mentre circa 2,8 miliardi di dollari di asset sono stati congelati grazie all’intervento coordinato di emittenti di stablecoin e altri operatori dell’ecosistema", aggiunge Pavan.
"Questo episodio evidenzia da un lato la crescente maturità del mercato, che appare oggi più capace di distinguere e prezzare in modo selettivo le diverse tipologie di rischio, anche grazie alla maggiore presenza di investitori istituzionali. Dall’altro rappresenta un richiamo molto forte per l’intera industria: la crescita del settore deve procedere di pari passo con un ulteriore innalzamento degli standard di sicurezza, governance e controllo operativo. Tecnologia, processi, persone e collaborazione tra gli operatori devono evolvere insieme. In questo senso, eventi di questa portata rappresentano uno stress test estremamente severo, ma contribuiscono anche ad accelerare la selezione degli operatori e il rafforzamento complessivo dell’infrastruttura del mercato", conclude l'esperto.
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0216:45 nov 2026